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Islanda · Lavoro ed economia

Lavorare in Islanda da francese: diritto al lavoro, stipendi, imposte, contributi ed economia

L’essenziale

Un francese cittadino dello Spazio economico europeo lavora in Islanda senza visto né permesso, e si iscrive al registro nazionale per un soggiorno di più di tre mesi. Eurostat non pubblica alcun salario minimo legale per l'Islanda, e le retribuzioni si verificano nei contratti collettivi. Lo stipendio è soggetto a una ritenuta alla fonte progressiva secondo lo scaglione mensile, le cui aliquote sono riviste ogni anno, e si aggiunge un regime di pensione professionale obbligatoria del 15,5% dello stipendio, nella misura del 4% per il dipendente e dell'11,5% per il datore di lavoro. Il distaccato resta iscritto in Francia con il modulo A1.

  • Nessun salario minimo legale pubblicato da Eurostat per l'Islanda: valore «non esiste» nella tabella dei salari minimi mensili; contratti collettivi da consultare.
  • Ritenuta alla fonte sugli stipendi a tre aliquote progressive secondo lo scaglione mensile di reddito (amministrazione fiscale islandese).
  • 15,5% dello stipendio: contributo minimo a un fondo pensione professionale obbligatorio, in genere il 4% per il dipendente e l'11,5% per il datore di lavoro (CLEISS, il Centro francese di collegamento per la sicurezza sociale internazionale).
  • Contributo globale del datore di lavoro e dell'autonomo (tryggingagjald), calcolato in percentuale della massa salariale, più un contributo al fondo di riabilitazione professionale (CLEISS).
  • Tasso di riferimento della banca centrale: variabile, rivisto regolarmente dalla banca centrale (direzione generale del Tesoro).
  • 24 mesi: durata massima di un distacco coperto dal modulo A1 (europa.eu).

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Dati chiave: Islanda

Aggiornato automaticamente
Crescita del PIL
+1,3 %
Inflazione
4,1 %
Tasso di disoccupazione
3,6 %
PIL pro capite
98.323 $
Popolazione
392.404
Speranza di vita
82,8 anni
Spesa sanitaria (% del PIL)
9,0 %
Medici ogni 1.000 abitanti
4,37
Posti letto ogni 1.000 abitanti
2,8
Cambio
1 € = 136 ISK
tasso di riferimento BCE

Ultimi dati pubblicati dalla Banca mondiale e tassi di riferimento della Banca centrale europea, aggiornati automaticamente.

Diritto al lavoro: nessun permesso per un cittadino del SEE

L’Islanda applica la libera circolazione dello Spazio economico europeo: un francese esercita un’attività dipendente o autonoma senza permesso di lavoro né visto. Il dipendente che lavora in un solo paese dello Spazio economico europeo rientra in linea di principio nella legge di sicurezza sociale di tale paese (island.is). Le formalità riguardano l’installazione: l’iscrizione al registro nazionale (Þjóðskrá) per un soggiorno di più di tre mesi e l’ottenimento del numero di identificazione personale (France Diplomatie, il sito del ministero francese degli Affari esteri). La pagina vivere in Islanda illustra queste tappe.

Il datore di lavoro dichiara i propri dipendenti e versa il contributo globale del 6,35% della massa salariale all’amministrazione fiscale (CLEISS). Questo contributo finanzia le pensioni di vecchiaia, di invalidità e ai superstiti, la disoccupazione, le prestazioni di maternità e paternità e gli infortuni sul lavoro; le cure sanitarie sono finanziate dalle imposte.

Retribuzioni: nessun salario minimo legale pubblicato

Eurostat pubblica, nella tabella dei salari minimi mensili in euro, valori per numerosi paesi, ma nessuno per l’Islanda: l’osservazione vi è contrassegnata «non esiste», come per la Norvegia e la Danimarca. Le retribuzioni minime di un settore si leggono quindi nei contratti collettivi del ramo e nel contratto di lavoro; è utile confrontarle prima di accettare un’offerta.

  • Livelli di stipendio: Statistics Iceland pubblica gli stipendi per settore e per regione sul suo sito, da consultare prima di firmare.
  • Indennità di malattia: il CLEISS descrive un’indennità forfettaria, versata dopo 14 giorni di attesa, per le persone con sei mesi di residenza e due mesi di attività prima dell’assenza, per una durata massima di 52 settimane per periodo di 24 mesi; il datore di lavoro può mantenere lo stipendio secondo l’anzianità e i contratti collettivi.
  • Congedo parentale: quattro mesi per genitore più due mesi condivisibili, indennizzati all’80% del reddito medio, a condizione di sei mesi consecutivi di attività prima della nascita (CLEISS).

Contributi sociali e pensione professionale obbligatoria

Il CLEISS pubblica le aliquote: il contributo globale (tryggingagjald) è del 6,35% e viene versato dal datore di lavoro e dal lavoratore autonomo; finanzia le pensioni, la disoccupazione, le prestazioni di maternità e paternità e gli infortuni sul lavoro. Le cure e le indennità di malattia sono finanziate dalle imposte.

  • Pensione professionale obbligatoria: ogni lavoratore da 16 a 70 anni aderisce a un fondo pensione stabilito da contratto collettivo o contratto di lavoro; il contributo minimo è del 15,5% dello stipendio, in genere il 4% per il dipendente e l’11,5% per il datore di lavoro (CLEISS).
  • Versamento volontario: fino al 4% dello stipendio totale può aggiungersi; a partire dal 2%, il datore di lavoro aggiunge in genere il 2% secondo la maggior parte dei contratti collettivi (CLEISS).
  • Deduzione fiscale: i contributi pensionistici del dipendente, obbligatori e complementari, sono deducibili dall’imposta sul reddito fino all’8% (CLEISS).
  • Riabilitazione professionale: 0,10% dello stipendio versato dal datore di lavoro al fondo VIRK (CLEISS).

Il dettaglio delle cure ottenute in cambio figura nella pagina sul sistema sanitario in Islanda.

Imposta sul reddito e convenzione fiscale franco-islandese

L’amministrazione fiscale islandese pubblica ogni anno le aliquote di ritenuta alla fonte sugli stipendi, progressive secondo lo scaglione mensile. La pagina dell’amministrazione menziona anche un credito d’imposta personale il cui importo si legge nella relativa sezione.

La Francia e l’Islanda hanno firmato a Reykjavik il 29 agosto 1990 una convenzione contro le doppie imposizioni, entrata in vigore il 1° giugno 1992 (BOFiP). Un dipendente stabilito in Islanda vi diventa in linea di principio residente fiscale e dichiara i redditi locali; i redditi rimasti in Francia seguono le regole della convenzione, da verificare su impots.gouv.fr o con una consulenza individuale.

Distaccato, espatriato, autonomo e telelavoratore

Il dipendente distaccato da un datore di lavoro francese resta iscritto al regime francese durante la missione. Il modulo A1 lo attesta, per 24 mesi al massimo, senza registrazione presso la sicurezza sociale del paese ospitante (europa.eu); i regolamenti europei di coordinamento si applicano in Islanda come nell’Unione (CLEISS). Vedere distaccato o espatriato e il glossario del modulo A1.

Il dipendente con contratto locale rientra nel regime islandese; può integrarlo con un’adesione alla Caisse des Français de l’étranger (CFE, l’assicurazione malattia volontaria dei francesi all’estero), che gli evita i periodi di attesa al ritorno in Francia (ameli.fr, il sito dell’Assurance Maladie, l’assicurazione malattia pubblica francese) e può coprire il periodo precedente all’apertura dei diritti locali.

L’autonomo versa direttamente il contributo globale del 6,35% e deve aderire a un fondo pensione; può anche versare fino al 4% in più (CLEISS). Vedere anche l’assicurazione del nomade digitale.

Il telelavoro transfrontaliero rientra nell’accordo quadro europeo quando gli Stati interessati lo hanno firmato; la pagina del CLEISS consultata non menziona l’Islanda tra gli aderenti, da cui la necessità di verificarne lo status prima di prevedere una simile organizzazione.

L'economia islandese e le prospettive d'impiego

Secondo la direzione generale del Tesoro, il turismo, la pesca e l’alluminio cumulano il 70% delle esportazioni dell’Islanda. Il turismo rappresenta circa il 30% delle esportazioni e quasi l’8% del PIL, con oltre 30.000 posti di lavoro di cui oltre il 40% occupati da persone di origine immigrata; la pesca impiega circa 4.500 persone e rappresenta poco più del 20% delle esportazioni di beni e servizi; l’alluminio pesa circa il 3% del PIL e il 20% delle esportazioni.

I servizi informatici, scientifici e tecnici e le attività culturali progrediscono all’export, e i centri dati costituiscono un nuovo sostegno. Per un francese, gli sbocchi si concentrano nel turismo, nei servizi, nella pesca e nell’energia; l’inglese basta in numerosi impieghi, mentre l’islandese apre più posizioni. Il riquadro «Indicatori economici» di questa pagina segue in continuo la crescita, l’inflazione, la disoccupazione e il cambio.

Riepilogo: status professionale e protezione sociale in Islanda

SituazioneRegime di sicurezza socialePratica principalePunto di attenzione
Dipendente con contratto localeRegime islandese, fondo pensione obbligatorioDichiarazione da parte del datore di lavoro; iscrizione al registro nazionaleRitenuta alla fonte dal 31,49% al 46,29%; cure dopo il periodo di residenza
Dipendente distaccatoRegime francese mantenutoModulo A1, fino a 24 mesiProroga da chiedere prima della scadenza
AutonomoRegime islandese, contributo diretto del 6,35%Dichiarazione presso l'amministrazione fiscaleAdesione obbligatoria a un fondo pensione
Telelavoratore transfrontalieroRegola del paese di attività; accordo quadro da verificareRichiesta del datore di lavoro e certificato A1Adesione dell'Islanda da confermare presso il CLEISS
Persona in cerca di lavoroA seconda della situazione, regime francese o localeIscrizione presso la direzione islandese del lavoroDiritti alla disoccupazione da verificare con France Travail prima della partenza

Fonti: CLEISS, amministrazione fiscale islandese, Eurostat, europa.eu.

Domande frequenti

Un francese ha bisogno di un permesso di lavoro in Islanda?

No. In quanto cittadino dello Spazio economico europeo, lavora senza permesso né visto. L'iscrizione al registro nazionale è necessaria per un soggiorno di più di tre mesi.

Qual è il salario minimo in Islanda?

Eurostat non pubblica alcun salario minimo legale per l'Islanda nella sua tabella dei salari minimi mensili; le retribuzioni si verificano nei contratti collettivi e nel contratto di lavoro.

Qual è l'aliquota dell'imposta sul reddito in Islanda?

La ritenuta alla fonte è progressiva secondo lo scaglione mensile, con aliquote riviste ogni anno dall'amministrazione fiscale islandese. Vi si aggiunge un credito d'imposta personale.

La pensione professionale è obbligatoria?

Sì. Ogni lavoratore da 16 a 70 anni aderisce a un fondo pensione: minimo del 15,5% dello stipendio, in genere il 4% per il dipendente e l'11,5% per il datore di lavoro (CLEISS).

Un dipendente distaccato resta iscritto in Francia?

Sì, con il modulo A1, fino a 24 mesi, senza registrarsi presso le casse islandesi. Una proroga si chiede prima della scadenza (europa.eu).

Come versa i contributi un autonomo in Islanda?

Versa il contributo globale del 6,35% sul proprio reddito professionale imponibile e aderisce a un fondo pensione, con un versamento volontario possibile fino al 4% (CLEISS).

Il telelavoro dall'Islanda per un datore di lavoro francese è coperto?

Dipende dall'adesione dell'Islanda all'accordo quadro europeo, che la pagina del CLEISS consultata non menziona; conviene verificare prima di prevedere questa organizzazione.

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