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Bangladesh · Lavoro ed economia
Lavorare in Bangladesh da francese: visto di impiego, permesso di lavoro, imposte e protezione sociale
L’essenziale
Un francese può lavorare in Bangladesh solo con un visto di impiego (E2 o E3) o da investitore (PI) ottenuto su raccomandazione della BIDA (l'autorità per lo sviluppo degli investimenti), poi un permesso di lavoro chiesto dal datore di lavoro entro 15 giorni dall'arrivo. Il permesso è concesso per un anno e prorogabile, in linea di principio, fino a cinque anni. Non esiste un salario minimo nazionale unico: commissioni fissano minimi per settore. La soglia di esenzione dell'imposta sul reddito di un residente è fissata dal bilancio dell'esercizio, e una convenzione fiscale franco-bangladese è in vigore dal 1° settembre 1988. Nessuna convenzione di sicurezza sociale lega la Francia e il Bangladesh: un dipendente inviato da un datore di lavoro francese rientra nel distacco previsto dal diritto francese.
- Permesso di lavoro: un anno all'origine, proroghe normalmente limitate a cinque anni in totale (BIDA).
- Domanda da parte del datore di lavoro entro 15 giorni dall'arrivo dell'espatriato, dopo l'ottenimento di un visto PI, E2 o E3 (BIDA).
- Soglia di esenzione dell'imposta sul reddito di un residente: fissata dal bilancio e rivalutata periodicamente (Consiglio nazionale delle imposte).
- Deduzione massima sugli stipendi portata da 450.000 a 500.000 taka; imposta minima fissata a 5.000 taka (bilancio).
- Convenzione fiscale Francia-Bangladesh firmata il 9 marzo 1987, in vigore dal 1° settembre 1988 (BOFiP, la dottrina fiscale ufficiale francese).
- Nessuna convenzione bilaterale di sicurezza sociale con la Francia; distacco unilaterale previsto dal diritto francese (CLEISS, il Centro di collegamento europeo e internazionale di sicurezza sociale).
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Dati chiave: Bangladesh
Aggiornato automaticamente- Crescita del PIL
- +3,5 %
- Inflazione
- 8,8 %
- Tasso di disoccupazione
- 3,8 %
- PIL pro capite
- 2597 $
- Popolazione
- 175,7 milioni
- Speranza di vita
- 74,9 anni
- Spesa sanitaria (% del PIL)
- 2,2 %
- Medici ogni 1.000 abitanti
- 0,72
- Posti letto ogni 1.000 abitanti
- 0,9
Ultimi dati pubblicati dalla Banca mondiale e tassi di riferimento della Banca centrale europea, aggiornati automaticamente.
Diritto al lavoro, visto e permesso di lavoro
Il visto è obbligatorio per qualsiasi cittadino francese, e il lavoro presuppone un permesso specifico. Gli investitori e i dipendenti devono avere un visto da investitore privato (PI) o di impiego (E2 o E3) per chiedere un permesso di lavoro. Il visto E2 riguarda gli espatriati impiegati da organizzazioni nazionali, internazionali, pubbliche o private, da uffici di succursale, di collegamento o di rappresentanza e da imprenditori di progetti pubblici; l’E3 riguarda gli espatriati incaricati di installare o mantenere macchine e software, di supervisionare o ispezionare progetti. La BIDA rilascia la lettera di raccomandazione necessaria per questi visti, e i visti possono essere rilasciati solo dalle missioni del Bangladesh all’estero (BIDA).
Il datore di lavoro, preventivamente registrato presso la BIDA, presenta la domanda online con una copia del visto, entro 15 giorni dall’arrivo dell’espatriato, poi salda le spese. I documenti comprendono la lettera di registrazione o di autorizzazione della BIDA, la delibera del consiglio di amministrazione, la lettera di raccomandazione del visto, i diplomi e i certificati di esperienza, il contratto di servizio, le copie del passaporto, un prospetto del personale e l’ultima attestazione fiscale e la relazione di revisione dell’impresa; un certificato di rimpatrio di almeno 50.000 USD di capitali in ingresso è richiesto alle società locali, miste o detenute al 100% da stranieri, se del caso.
Durata del permesso, tempi e cambio di datore di lavoro
Il permesso è concesso per un anno in un primo momento; le proroghe sono in linea di principio autorizzate per cinque anni al massimo. I progetti industriali registrati presso la BIDA ottengono il permesso in tre giorni, gli uffici commerciali (succursali, rappresentanze) in 16 giorni, se il fascicolo è completo ed esatto. Una modifica del permesso costa 1.000 taka, più il 15% di IVA. I progetti industriali possono in genere impiegare stranieri in una proporzione di uno straniero ogni dieci dipendenti locali all’inizio, poi uno ogni venti in fase di esercizio.
Un dipendente che cambia datore di lavoro deve far annullare il suo permesso, lasciare il paese e tornarvi con il visto adatto per ottenere un nuovo permesso. Le pagine delle ambasciate del Bangladesh descrivono un visto di impiego più breve (tre mesi al massimo, soggiorni di 90 giorni, estensione fino a tre anni presso la Direzione dell’immigrazione e dei passaporti) rispetto alle durate del permesso della BIDA: il visto e il permesso hanno durate distinte, da verificare separatamente. Veda la pagina vivere in Bangladesh.
Salari e salario minimo
Il Bangladesh non ha un salario minimo nazionale unico: la legge prevede minimi per settore, fissati da commissioni del salario minimo e riveduti periodicamente. L’ILO rileva che un salario minimo legale è fissato nella maggior parte dei grandi settori e invita a una politica salariale nazionale basata sui dati. Il ministero del Lavoro e dell’Impiego ha pubblicato il 21 dicembre 2023 un decreto che fissa le tariffe minime nell’industria dell’abbigliamento; il dettaglio di questa scala non è stato letto e non viene quindi riportato qui.
Per un francese impiegato da un’impresa registrata, la retribuzione si negozia nel contratto di servizio presentato alla BIDA; si esprime in taka o, spesso, in dollari (France Diplomatie: i pagamenti si fanno in genere in dollari o in taka). Le statistiche sui redditi per settore sono pubblicate dall’Ufficio di statistica del Bangladesh, che questa guida non dettaglia.
Imposta sul reddito e convenzione fiscale franco-bangladese
Per i contribuenti residenti, la soglia di esenzione dell’imposta sul reddito è fissata dal bilancio dell’esercizio. Se il reddito totale supera questa soglia, un’imposta minima uniforme si applica, più bassa per i nuovi contribuenti. Un limite di deduzione si applica ai dipendenti, e la sovrattassa si calcola sull’imposta normale e non sull’imposta minima (Consiglio nazionale delle imposte). La scala degli scaglioni si consulta nel discorso di bilancio del Consiglio nazionale delle imposte; l’aliquota applicabile a un non residente non è stata confermata e si verifica presso di esso.
La convenzione fiscale tra la Francia e il Bangladesh, firmata a Dacca il 9 marzo 1987, è entrata in vigore il 1° settembre 1988 (legge n. 88-5, decreto n. 88-897). Per le pensioni, le pensioni di sicurezza sociale e le pensioni pubbliche sono imponibili nello Stato della fonte, e le altre pensioni nello Stato di residenza del beneficiario. In caso di doppia residenza, la convenzione adotta nell’ordine l’abitazione permanente, il centro degli interessi vitali, il soggiorno abituale poi la nazionalità (BOFiP). Il testo della convenzione si conferma su impots.gouv.fr (il sito dell’amministrazione fiscale francese).
Protezione sociale del dipendente e del distaccato
La Francia e il Bangladesh non sono legati da alcuna convenzione bilaterale di sicurezza sociale: il Bangladesh non figura nell’elenco del CLEISS degli Stati che hanno concluso un accordo con la Francia. In assenza di accordo, un dipendente inviato da un datore di lavoro francese può essere mantenuto nel regime francese con il distacco previsto dal diritto francese, la cui durata e le cui condizioni si confermano presso l’Urssaf (l’ente di riscossione dei contributi sociali francese) e il CLEISS; le cure sono rimborsate secondo le regole francesi su giustificativi. Il distaccato resta tenuto ai contributi eventualmente dovuti in Bangladesh. Veda il glossario del distaccato e la guida distaccato o espatriato.
Il dipendente assunto localmente non beneficia di alcun coordinamento con la Francia: la sua copertura sanitaria poggia sul datore di lavoro, su un’assicurazione privata o sulla CFE. Le spese sanitarie correnti sono finanziate per quasi l'80% direttamente dalle famiglie (Banca mondiale), il che rafforza l’interesse di un contratto di assicurazione completo. Veda la pagina rimborsi delle cure in Bangladesh.
Pensione, disoccupazione e protezione sociale locale
Le fonti ufficiali consultate per questa guida non dettagliano né i contributi sociali di un dipendente in Bangladesh, né l’esistenza di un regime di assicurazione contro la disoccupazione o di pensione applicabile agli stranieri: questi punti si confermano presso il datore di lavoro, il ministero del Lavoro e dell’Impiego e la BIDA prima di firmare un contratto. Il CLEISS non pubblica una scheda di protezione sociale per il Bangladesh, in mancanza di accordo con la Francia.
In pratica, un espatriato prevede da sé la propria protezione: mantenimento del regime francese con il distacco, adesione volontaria alla Caisse des Français de l’Étranger (CFE, la cassa di previdenza sanitaria dei francesi all’estero), assicurazione sanitaria internazionale con rimpatrio sanitario e, per la pensione, la prosecuzione dei diritti francesi. Veda la guida CFE e la pagina pensione in Bangladesh.
Autonomi, nomadi digitali e telelavoro
Un lavoratore autonomo non ha un datore di lavoro che chieda un permesso di lavoro: le fonti ufficiali consultate non descrivono uno status dedicato all’autonomo straniero o al nomade digitale. L’imprenditore che crea una società locale passa dalla registrazione presso la BIDA, preliminare a qualsiasi raccomandazione di visto: la BIDA non fornisce né raccomandazione di visto né permesso di lavoro alle società che non vi sono registrate.
Un telelavoratore dipendente di un’impresa francese regola prima della partenza il proprio status di soggiorno, sociale e fiscale con l’ambasciata del Bangladesh a Parigi, l’Urssaf, il CLEISS e l’amministrazione fiscale. Veda anche l’assicurazione per nomadi digitali.
L'economia del Bangladesh in prospettiva
Il blocco «Dati economici» qui sopra mostra gli indicatori in tempo reale. Il paese destina circa il 2% del suo PIL alle spese sanitarie correnti, secondo la Banca mondiale, e la speranza di vita alla nascita è di circa 75 anni. La valuta è il taka, e France Diplomatie (il ministero degli Affari esteri francese) indica che i pagamenti si fanno in genere in dollari o in taka; le somme superiori a 5.000 USD si dichiarano all’arrivo.
Un candidato confronta utilmente la retribuzione in valuta, la durata del permesso, la copertura sanitaria e di rimpatrio della propria famiglia e le condizioni di sicurezza descritte da France Diplomatie prima di accettare un’offerta.
Domande frequenti
Quale visto serve per lavorare in Bangladesh?
Un visto da investitore (PI) o di impiego (E2 o E3), ottenuto su raccomandazione della BIDA presso una missione del Bangladesh all'estero, poi un permesso di lavoro chiesto dal datore di lavoro entro 15 giorni dall'arrivo.
Quanto dura un permesso di lavoro?
Un anno all'origine; le proroghe sono normalmente autorizzate per cinque anni al massimo (BIDA). Un cambio di datore di lavoro presuppone di annullare il permesso, lasciare il paese e tornare con il visto adatto.
Esiste un salario minimo nazionale?
No: i minimi sono fissati per settore da commissioni del salario minimo, riveduti periodicamente; un decreto del 21 dicembre 2023 riguarda l'industria dell'abbigliamento.
Qual è la soglia di esenzione dell'imposta sul reddito?
La soglia è fissata ogni anno dal bilancio dell'esercizio, con un'imposta minima uniforme oltre la soglia (Consiglio nazionale delle imposte).
La Francia e il Bangladesh hanno una convenzione fiscale?
Sì: firmata il 9 marzo 1987 e in vigore dal 1° settembre 1988. Ripartisce la tassazione delle pensioni e dei redditi tra i due Stati.
Un accordo di sicurezza sociale lega la Francia e il Bangladesh?
No: il Bangladesh non figura nell'elenco degli accordi del CLEISS. Un dipendente inviato da un datore di lavoro francese rientra nel distacco previsto dal diritto francese.
Altre guide: Bangladesh
- Vivere sul posto →Pro e contro, città, costo della vita, alloggio, trasferimento.
- Sistema sanitario →Pubblico e privato, ospedali, assicurazione sanitaria locale, accesso alle cure.
- Rimborsi delle cure →Chi paga cosa secondo la situazione: dipendente, autonomo, pensionato, studente.
- Andare in pensione →Visto, tassazione della pensione, salute dei pensionati, modulo S1.
