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Svalbard e Jan Mayen · Andare in pensione

Andare in pensione alle Svalbard e a Jan Mayen: soggiorno, tassazione della pensione francese e accesso alle cure

L’essenziale

Un pensionato francese non ha bisogno di alcun visto né titolo di soggiorno norvegese per stabilirsi alle Svalbard, garantendo il trattato delle Svalbard del 9 febbraio 1920 parità di accesso e di soggiorno ai cittadini degli Stati parti. Deve invece poter dimostrare al Governatore di disporre dei mezzi per vivere sul posto, e trovare un alloggio in un arcipelago dove la maggior parte degli alloggi è assegnata dai datori di lavoro. Le condizioni di vita sono impegnative: nessuna assistenza sociale, un piccolo ospedale di emergenza, evacuazioni dipendenti dal meteo. Il modulo S1 non è utilizzabile e l'adesione volontaria all'assicurazione nazionale norvegese è impossibile: la copertura passa attraverso la CFE (Caisse des Français de l'Étranger, la cassa di assicurazione malattia dei francesi all'estero), un'assicurazione privata o un'affiliazione precedente. La pensione francese resta soggetta alle regole francesi, e la tassazione dipende dal domicilio fiscale.

  • 0 visti e 0 titoli di soggiorno norvegesi richiesti; ma il Governatore può rifiutare il soggiorno a chi non ha mezzi sufficienti per viverci.
  • 0 assistenza sociale alle Svalbard: i residenti devono disporre di un alloggio e di risorse (NAV, comune di Longyearbyen).
  • 12 mesi di soggiorno: durata a partire dalla quale una persona è residente fiscale delle Svalbard; fine della residenza dopo più di 183 giorni fuori dall'arcipelago su 12 mesi.
  • 15 anni di assicurazione in Francia e una pensione di un regime di base francese per essere curato durante un soggiorno temporaneo in Francia.
  • Offerta pensionati della CFE: formula adatta all'età e al profilo, tariffa comunicata su preventivo.

Servizio in fase di lancio: un consulente esamina la sua richiesta e la ricontatta per precisare le sue esigenze.

Diritto di soggiorno: nessun visto, ma mezzi da dimostrare

La legge norvegese sull’immigrazione non si applica alle Svalbard: secondo il Governatore, gli stranieri non hanno bisogno né di visto né di permesso di soggiorno o di lavoro rilasciato dalle autorità norvegesi. La NAV precisa che i cittadini degli Stati parti del trattato possono entrare e soggiornare a condizione di avere un alloggio e di poter provvedere al proprio sostentamento. La Francia figura tra i firmatari originari del trattato (Lovdata). Non esiste alcun titolo di soggiorno dedicato ai pensionati, né alcuna condizione di reddito quantificata per i pensionati nelle fonti lette.

Il regolamento sul rifiuto d’ingresso e l’espulsione consente al Governatore di rifiutare l’ingresso, all’arrivo o in seguito, a una persona che si deve presumere non abbia mezzi sufficienti per soggiornarvi né la possibilità di mantenersi con un lavoro lecito, o che non sia in grado di badare a se stessa. Un pensionato la cui pensione copre le spese può far valere le proprie risorse, ma la valutazione spetta al Governatore: uno scambio scritto con il suo ufficio (firmapost@sysselmesteren.no) prima di impegnarsi è prudente. Il Governatore consiglia di garantirsi alloggio e lavoro prima di arrivare. Un documento di viaggio in corso di validità è obbligatorio (vedere la pagina vivere alle Svalbard).

Tassazione della pensione francese

Lato Svalbard: una persona che vi soggiorna per almeno dodici mesi è residente fiscale e imponibile alle Svalbard sull’insieme dei propri redditi e del proprio patrimonio (Skatteetaten). Le pensioni di un regime professionale sono tassate nel sistema di ritenuta alla fonte dei residenti; gli altri redditi e il patrimonio sono tassati sulla base della dichiarazione. Le fonti lette di Skatteetaten non descrivono il trattamento delle pensioni estere: la questione si pone direttamente all’ufficio delle imposte delle Svalbard. Le aliquote e le soglie sono fissate ogni anno. La residenza termina a partire dall’anno di reddito in cui si sono trascorsi più di 183 giorni fuori dall’arcipelago nell’arco di dodici mesi; in caso di trasferimento sulla terraferma, Skatteetaten precisa che le pensioni e i redditi di capitale percepiti nell’anno della partenza possono essere imponibili sulla terraferma.

Lato Francia: un contribuente ha il domicilio fiscale in Francia non appena è soddisfatto uno dei criteri (abitazione o soggiorno principale, attività professionale, centro degli interessi economici), fatte salve le convenzioni internazionali (BOFiP). Se il domicilio fiscale lascia la Francia, le pensioni di fonte francese, cioè pagate da una cassa stabilita in Francia, sono soggette a una ritenuta alla fonte applicabile ai non residenti secondo un barème rivisto ogni anno, con applicazione di un’aliquota minima (articolo 197 A del CGI) che il contribuente può escludere giustificando un’aliquota media di imposizione mondiale più bassa (BOFiP). Le pensioni di fonte francese devono essere dichiarate in Francia. Il barème dell’anno in corso è pubblicato su impots.gouv.fr.

Convenzione fiscale: il BOFiP elenca una convenzione Francia-Norvegia firmata il 19 dicembre 1980 e modificata da tre protocolli aggiuntivi (14 novembre 1984, 7 aprile 1995, 16 settembre 1999); un protocollo precisa che le pensioni pubbliche sono imponibili solo nello Stato che le versa. Le fonti ufficiali lette non permettono di affermare che tale convenzione si applichi alle Svalbard, che hanno una propria imposta: il rischio di doppia imposizione di una stessa pensione va verificato prima della partenza presso il servizio delle imposte dei non residenti e Skatteetaten.

Accesso alle cure del pensionato: nessun S1

Il modulo S1 è uno strumento del diritto europeo. La NAV indica che le regole di sicurezza sociale dello Spazio economico europeo non si applicano alle Svalbard: un S1 non può dunque aprire diritti all’assicurazione nazionale norvegese per conto della Sécurité sociale francese. L’adesione volontaria a questa assicurazione è impossibile, e l’affiliazione si ottiene tramite il lavoro presso un datore di lavoro norvegese sul posto o permane se esisteva prima del trasferimento: un pensionato che ha versato contributi in Norvegia prima di stabilirsi conserva la propria.

  • CFE: adesione volontaria, con un’offerta pensionati secondo l’età e il profilo, tariffa su preventivo. L’applicazione alle Svalbard e il barème adottato vanno confermati presso la CFE. Vedere la guida assicurazione malattia del pensionato all’estero.
  • Assicurazione privata: il CLEISS (il Centro di collegamento europeo e internazionale di sicurezza sociale) non pubblica un elenco di compagnie. Un contratto deve includere l’evacuazione medica e il rimpatrio, poiché l’ospedale di Longyearbyen si occupa solo delle emergenze ed evacua i casi complicati verso Tromsø.
  • Soggiorni temporanei in Francia: le cure sono prese in carico se il pensionato percepisce una pensione di un regime di base francese, giustifica almeno 15 anni di assicurazione in Francia e non esercita alcuna attività professionale; il Cnarefe gestisce le pratiche del regime generale. Il coniuge non è coperto da questa procedura. Un contributo di assicurazione malattia può essere prelevato sulla pensione, mentre un non residente fiscale non paga né CSG, né CRDS, né Casa (CLEISS).

L’ospedale di Longyearbyen non ha né psicologo, né sala parto, né TAC né risonanza magnetica, e il trasporto verso la terraferma dipende dal meteo e dagli aerei disponibili. I dettagli si trovano nelle pagine sistema sanitario e rimborso delle cure.

Costo della vita e alloggio

Il Governatore indica che la maggior parte degli alloggi appartiene ai datori di lavoro e che un alloggio è difficile da ottenere senza lavoro; lo Stato possiede la quasi totalità dei terreni, così che acquistare per costruire non è in genere possibile, e i prezzi sono molto elevati. Per un pensionato, l’accesso all’alloggio è dunque il primo ostacolo: gli annunci tra privati (locazione o vendita) esistono, secondo il comune, ma le fonti lette non danno alcun canone. Il teleriscaldamento urbano serve tutti gli alloggi di Longyearbyen.

Sul fronte dei consumi, il comune precisa che le Svalbard sono esenti da IVA, che le automobili non vi sono gravate né da dazio doganale né da IVA, che la vendita di alcolici è soggetta a quote, che non tutti i negozi online consegnano nell’arcipelago e che i mobili sono limitati sul posto. Non esiste alcuna assistenza sociale per integrare risorse insufficienti (NAV, comune). Gli indicatori economici generali sono mostrati nel blocco «Riferimenti economici» della pagina quando disponibili; la moneta è la corona norvegese (France Diplomatie, il ministero degli Esteri francese).

Dove stabilirsi: Longyearbyen, dove si concentrano i servizi

La vita permanente si concentra a Longyearbyen, dove si trovano l’ospedale, la scuola, gli asili nido, il comune e i negozi. Le fonti ufficiali lette descrivono i servizi agli abitanti (ospedale, scuola, asili nido, comune) solo per Longyearbyen; citano anche Ny-Ålesund, Barentsburg, Pyramiden e Svea senza descrivervi alcun servizio sanitario né di accoglienza dei residenti. L’isola di Jan Mayen, parte del Regno di Norvegia ma fuori dal trattato delle Svalbard, non compare in alcuna fonte ufficiale letta come luogo di insediamento residenziale.

Il comune di Longyearbyen ricorda che l’offerta di insegnamento e di servizi presenta dei limiti rispetto ai comuni della terraferma. Le condizioni esterne sono impegnative: il clima e la presenza di orsi polari richiedono, secondo France Diplomatie, una preparazione accurata; i congelamenti figurano tra le lesioni più comuni (Governatore); bollettini valanghe sono emessi dal 1° novembre al 31 maggio per la regione di Nordenskiöld Land.

Preparare la partenza e il rientro

Prima di partire: segnalare la partenza alle casse pensionistiche e alla CPAM, chiarire il proprio domicilio fiscale, sottoscrivere una copertura con evacuazione, verificare l’alloggio e iscriversi al registro dei francesi residenti all’estero (service-public.gouv.fr). Per un soggiorno di oltre sei mesi, il trasferimento va dichiarato al registro della popolazione delle Svalbard (Skatteetaten).

Al rientro definitivo in Francia, un pensionato è coperto dalla cassa che gli versa la pensione o dalla CPAM del suo domicilio; senza diritto, la Protezione universale malattia si apre con, in linea di principio, un periodo di carenza di tre mesi, e un aderente alla CFE può, a determinate condizioni, beneficiare delle sue prestazioni per tre mesi (CLEISS). Vedere la pagina rientro in Francia e il confronto dei contratti di assicurazione sanitaria per espatriati; Expavy può aiutarla a confrontare queste opzioni con la sua situazione.

Domande frequenti

Un pensionato francese ha bisogno di un visto per stabilirsi alle Svalbard?

No. La legge norvegese sull'immigrazione non si applica all'arcipelago e non è richiesto alcun visto né titolo di soggiorno norvegese (Governatore delle Svalbard). Il Governatore può tuttavia rifiutare l'ingresso o il soggiorno a una persona che si deve presumere non abbia mezzi sufficienti per viverci.

Quali risorse bisogna dimostrare per stabilirsi?

Nelle fonti ufficiali lette non è pubblicata alcuna soglia quantificata. Il regolamento sul rifiuto d'ingresso riguarda l'assenza di mezzi sufficienti o della possibilità di mantenersi con un lavoro lecito; la valutazione spetta al Governatore, che consiglia di garantirsi alloggio e lavoro prima dell'arrivo.

Il modulo S1 è valido alle Svalbard?

No. Le regole di sicurezza sociale dello Spazio economico europeo non si applicano all'arcipelago (NAV). Un pensionato può scegliere la CFE, un'assicurazione privata o, se era già affiliato prima del trasferimento, conservare la propria affiliazione norvegese.

Come viene tassata la pensione francese di un pensionato stabilito alle Svalbard?

Tutto dipende dal domicilio fiscale. Se il domicilio fiscale lascia la Francia, le pensioni di fonte francese sono soggette a una ritenuta alla fonte dei non residenti (BOFiP). Alle Svalbard, una persona che vi soggiorna per almeno 12 mesi è residente fiscale. Le fonti lette non permettono di affermare che la convenzione Francia-Norvegia si applichi all'arcipelago.

Ci si può curare in Francia durante un soggiorno temporaneo?

Sì, se il pensionato percepisce una pensione di un regime di base francese, giustifica almeno 15 anni di assicurazione in Francia e non esercita alcuna attività professionale; il Cnarefe gestisce le pratiche del regime generale. Il coniuge non è coperto da questa procedura (CLEISS).

Le Svalbard sono adatte a una lunga pensione?

Le fonti ufficiali evidenziano vincoli importanti: nessuna assistenza sociale, alloggio legato ai datori di lavoro, ospedale ridotto alle emergenze, evacuazione dipendente dal meteo, clima artico impegnativo. Il soggiorno è possibile ma presuppone risorse solide, una copertura con evacuazione e un piano di ripiego sulla terraferma.

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