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Monaco · Andare in pensione

Andare in pensione a Monaco: carta di soggiorno, fiscalità della pensione e accesso alle cure

L’essenziale

A Monaco non esiste un visto per pensionati: un francese ottiene una carta di soggiorno giustificando un alloggio nel Principato, risorse sufficienti attestate da una banca monegasca e un casellario giudiziale di meno di tre mesi. Sul piano fiscale, la convenzione franco-monegasca del 1963 assoggetta all'imposta sul reddito in Francia, sull'insieme dei suoi redditi, il francese che trasferisce il proprio domicilio a Monaco, con alcune eccezioni. Per le cure, il pensionato di un regime francese senza diritto monegasco si iscrive alla CCSS con il suo titolo di pensione e un'attestazione della sua cassa pensionistica, e smette di sopportare i prelievi sociali francesi. L'età normale di pensionamento monegasca è di 65 anni.

  • Carta di soggiorno obbligatoria per qualsiasi soggiorno di oltre tre mesi, a partire dai 16 anni (Direzione della Sicurezza Pubblica).
  • Attestazione bancaria monegasca di meno di un mese e casellario giudiziale di meno di tre mesi per il fascicolo (MonServicePublic).
  • Articolo 7-1 della convenzione fiscale del 18 maggio 1963: imposizione in Francia dei francesi che si stabiliscono a Monaco, salvo eccezioni (BOFiP, il bollettino ufficiale delle imposte francese).
  • Certificato di domicilio valido tre anni, rinnovabile (MonServicePublic).
  • Pensione monegasca dei dipendenti: 65 anni, maggiorazione dell'1,5% per trimestre di rinvio, limitata al 30% a 70 anni (CLEISS, il centro francese di collegamento per la sicurezza sociale internazionale).
  • Aspettativa di vita alla nascita: dell'ordine di 86 anni (Banca Mondiale).

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Dati chiave: Monaco

Aggiornato automaticamente
Crescita del PIL
+8,5 %
PIL pro capite
288.002 $
Popolazione
38.341
Speranza di vita
86,5 anni
Spesa sanitaria (% del PIL)
3,1 %
Medici ogni 1.000 abitanti
8,61
Posti letto ogni 1.000 abitanti
22,0
Valuta
Euro
nessun costo di cambio

Ultimi dati pubblicati dalla Banca mondiale e tassi di riferimento della Banca centrale europea, aggiornati automaticamente.

Diritto di soggiorno: la carta di soggiorno del pensionato

Un francese può soggiornare a Monaco senza visto fino a tre mesi. Per una residenza più lunga occorre una carta di soggiorno, rilasciata dalla Direzione della Sicurezza Pubblica, sulla base di un documento d’identità o di un passaporto validi. Il fascicolo, presentato da MonServicePublic, poggia su tre pilastri: la prova di un alloggio sufficiente per il nucleo (proprietà, locazione, o ospitalità presso un familiare con certificato della Sicurezza Pubblica), la prova di mezzi sufficienti (pensione, risparmi o presa in carico), che si valuta caso per caso dalla banca monegasca di riferimento e dà luogo a un’attestazione di meno di un mese, e un estratto del casellario giudiziale di meno di tre mesi.

La carta si rinnova presentando un giustificativo di mezzi di sussistenza (attestazione bancaria di un istituto monegasco, per esempio), l’ultima bolletta dell’elettricità dell’alloggio e, per un locatario, l’ultima ricevuta d’affitto. L’importo di risparmio giudicato sufficiente non è pubblicato: dipende dalla banca che rilascia l’attestazione. I documenti vanno confermati presso la Sezione Residenti prima di qualsiasi presentazione.

Imposta: la situazione di un pensionato francese

Monaco non preleva imposta sul reddito delle persone che vi hanno il domicilio, ma l’articolo 7-1 della convenzione fiscale franco-monegasca del 18 maggio 1963 può assoggettare all’imposta sul reddito in Francia, come se vi avessero il domicilio, le persone di nazionalità francese che trasferiscono il loro domicilio o la loro residenza a Monaco o che non possono giustificare cinque anni di residenza abituale a Monaco al 13 ottobre 1962 (BOFiP). Così avviene per l’insieme dei redditi, compresa la pensione, qualunque ne sia la fonte. Restano fuori dal campo dell’articolo 7-1 i francesi stabiliti in modo permanente prima del 13 ottobre 1957, quelli nati a Monaco che vi hanno sempre risieduto, e i membri della casa sovrana.

Il pensionato interessato è tassato in Francia come un contribuente domiciliato in Francia, soggetto al contributo differenziale sugli alti redditi se del caso. Il certificato di domicilio rilasciato dalle autorità monegasche (valido tre anni) non garantisce da solo un’esclusione dall’articolo 7-1: la situazione va confermata con il servizio delle imposte dei privati non residenti prima dell’insediamento.

Accesso alle cure del pensionato a Monaco

La convenzione franco-monegasca del 28 febbraio 1952 prende in carico le cure ricevute a Monaco da un pensionato francese che non ha diritto aperto a titolo del regime monegasco. Si iscrive presso la Cassa di Compensazione dei Servizi Sociali per ottenere il rimborso delle cure dell’assicurazione malattia-maternità; l’iscrizione vale anche per i familiari che vivono con lui. Il fascicolo comprende i giustificativi di residenza a Monaco, il titolo di pensione (o un certificato equivalente) e un’attestazione della cassa francese di assicurazione vecchiaia che stabilisca i diritti alle cure a questo titolo (CLEISS).

Poiché il pensionato non è più agganciato al regime francese, la sua pensione non sopporta più i prelievi sociali francesi; resta soggetto a un contributo di assicurazione malattia a titolo della legislazione monegasca. Durante un soggiorno temporaneo in Francia, le cure impreviste restano coperte e sono rimborsate dalla cassa monegasca. I rimborsi dettagliati si trovano nella pagina rimborsi delle cure a Monaco, e la guida assicurazione malattia del pensionato all’estero presenta le situazioni comparabili.

La pensione monegasca per chi ha lavorato in loco

Per i dipendenti, la Cassa Autonoma delle Pensioni (CAR) eroga una pensione diretta. L’età normale è di 65 anni; una pensione anticipata è possibile a partire dai 60 anni con una durata di attività di almeno 10 anni, ossia 60 mesi di attività effettiva o assimilata, potendo contare periodi in Francia o in Italia. Una donna che abbia cresciuto almeno tre figli per otto anni prima del loro sedicesimo compleanno può accedervi già a 55 anni. La pensione aumenta dell’1,5% per trimestre completo di rinvio dopo i 65 anni, nel limite del 30% raggiunto a 70 anni. Un dipendente che non soddisfa le condizioni di durata può ottenere a 65 anni il rimborso dei suoi contributi a carico del dipendente (Casse Sociali di Monaco, CLEISS).

Per gli autonomi, la CARTI apre la pensione dai 65 anni, anche se l’assicurato continua a lavorare, con 120 mesi di contribuzione (o 60 mesi ripartiti su almeno 15 anni per un’attività stagionale); prima dei 65 anni, solo un’inabilità medicalmente riconosciuta apre un diritto anticipato dai 60 anni. Il numero di punti dipende dalla classe di contribuzione scelta. Queste regole vanno confermate sul sito delle Casse Sociali.

Situazione del coniuge e dei familiari

L’iscrizione del pensionato alla CCSS vale per i membri della sua famiglia che vivono con lui. Il coniuge che non percepisce alcuna pensione rientra nella stessa iscrizione, salvo giustificativi di residenza a Monaco. Ogni persona di oltre 16 anni deve tuttavia essere titolare di una propria carta di soggiorno, i minori di meno di 16 anni non ne ricevono; un titolo di viaggio per minore straniero può essere rilasciato per i loro spostamenti (MonServicePublic).

Durante un soggiorno temporaneo in Francia, la presa in carico dei familiari segue le regole della cassa monegasca. In caso di rientro definitivo in Francia, la CPAM (la cassa primaria di assicurazione malattia) del luogo di residenza esamina i diritti a partire dal titolo di pensione e dall’attestazione della cassa monegasca, le pratiche invertendosi rispetto alla partenza (CLEISS).

Costo della vita e alloggio

Il riquadro «Indicatori economici» qui sopra fornisce gli indicatori economici. Il salario minimo dell’ordine di 12 € l’ora (circa 2.080 € al mese per 39 ore) serve da riferimento locale. L’alloggio costituisce la condizione preliminare della carta di soggiorno e la spesa principale: i prezzi non sono riportati qui in mancanza di una pubblicazione ufficiale letta, e l’IMSEE pubblica i dati di popolazione e occupazione. L’edizione annuale di «Monaco in cifre» indica che i residenti di nazionalità francese rappresentano circa il 21% della popolazione residente, ossia una comunità consolidata.

La spesa sanitaria corrente rappresenta circa il 3% del PIL, con circa l’8% a carico diretto delle famiglie, e l’aspettativa di vita alla nascita è di circa 86 anni (Banca Mondiale). Un pensionato confronta utilmente il costo dell’alloggio, la fiscalità (articolo 7-1) e la copertura sanitaria complementare prima di decidere.

Quartieri e vita quotidiana

Il Principato conta pochi quartieri (Monaco-Ville, Monte-Carlo, La Condamine, Fontvieille, Larvotto) su un territorio molto denso. I soccorsi si chiamano al 18 o 112, la polizia al 17, e il 141 indica i medici e le farmacie di turno; il pronto soccorso adulti del Centro Ospedaliero Princesse Grace è aperto 24 ore su 24 (+377 97 98 97 69). France Diplomatie (il servizio di consigli di viaggio del ministero degli Esteri francese) classifica il paese in vigilanza normale, con una criminalità comune molto bassa. Il ciclismo è sconsigliato a causa del traffico, e la spiaggia del Larvotto è protetta da reti anti-meduse.

Si veda la pagina vivere a Monaco per la scuola e le formalità, e la pagina sistema sanitario a Monaco per l’accesso alle cure.

Preparare la partenza da pensionato

  • Informare la cassa pensionistica, la CPAM, la CAF (la cassa degli assegni familiari) e le imposte, e chiedere alla cassa di assicurazione vecchiaia l’attestazione dei diritti alle cure.
  • Costituire il fascicolo di carta di soggiorno: alloggio, attestazione bancaria monegasca di meno di un mese, casellario giudiziale di meno di tre mesi.
  • Far esaminare la propria situazione fiscale alla luce dell’articolo 7-1 con l’amministrazione francese.
  • Iscriversi alla CCSS con il titolo di pensione e l’attestazione della cassa pensionistica, poi al registro dei francesi residenti all’estero.
  • Prevedere un’assicurazione complementare o internazionale per le spese non rimborsate e il rimpatrio sanitario.

Si veda anche la guida pensione all’estero.

Domande frequenti

Serve un visto per andare in pensione a Monaco?

No: un francese non ha bisogno di visto a Monaco. Per oltre tre mesi, richiede una carta di soggiorno alla Direzione della Sicurezza Pubblica, con prova di alloggio, attestazione bancaria monegasca e casellario giudiziale.

Un pensionato francese che si stabilisce a Monaco sfugge all'imposta francese?

In linea di principio no: l'articolo 7-1 della convenzione del 1963 assoggetta all'imposta francese i francesi che trasferiscono il loro domicilio a Monaco, sull'insieme dei loro redditi. Esistono eccezioni, elencate dall'amministrazione fiscale.

Come è coperto a Monaco un pensionato di un regime francese?

Si iscrive alla CCSS con i suoi giustificativi di residenza, il suo titolo di pensione e un'attestazione della sua cassa pensionistica. Smette di sopportare i prelievi sociali francesi sulla sua pensione ma resta soggetto a un contributo malattia monegasco.

A che età si va in pensione a Monaco?

Per i dipendenti, l'età normale è di 65 anni, con una pensione anticipata possibile dai 60 anni a condizioni di durata di attività. Per gli autonomi, la CARTI apre la pensione dai 65 anni.

Le cure sono coperte durante un soggiorno in Francia?

Per il pensionato iscritto alla CCSS, le cure impreviste durante un soggiorno o un passaggio in Francia restano coperte e sono rimborsate dalla cassa monegasca.

Quanti risparmi servono per ottenere la carta di soggiorno?

Nessun importo è pubblicato: la banca monegasca di riferimento valuta le risorse caso per caso e rilascia un'attestazione di meno di un mese.

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