Guida pensione
Modulo S1: come funziona concretamente per un pensionato
Il modulo S1 è il meccanismo che permette a un pensionato che percepisce una pensione francese di iscriversi al sistema sanitario pubblico di un altro paese dell’UE, dello SEE o della Svizzera, senza nuovi contributi. Resta da sapere chi può richiederlo, come ottenerlo e cosa copre realmente una volta registrato sul posto.
Chi può richiedere il modulo S1
L’S1 si rivolge a un pensionato titolare di una pensione francese che si stabilisce durevolmente in un paese dell’UE, dello SEE o in Svizzera, senza svolgervi un’attività professionale. È proprio questa assenza di attività locale che giustifica il meccanismo: un pensionato che riprendesse un’attività nel suo paese di accoglienza passerebbe a un’iscrizione legata a questa attività, non all’S1.
L’S1 si distingue dalla tessera europea di assicurazione malattia: la TEAM copre solo soggiorni temporanei, mentre l’S1 è pensato per un insediamento durevole e apre un’iscrizione completa presso l’organismo locale.
Come richiederlo: la cassa francese, non l’organismo locale
La pratica parte sempre dalla Francia: è la cassa di assicurazione malattia o di pensione francese che versa la pensione a rilasciare il modulo S1, prima o poco dopo l’insediamento all’estero. Il documento viene poi trasmesso dal pensionato all’organismo di assicurazione malattia del paese di residenza, che lo registra e apre i diritti corrispondenti.
Finché questa trasmissione e questa registrazione locale non sono avvenute, il pensionato non è coperto dal regime pubblico del paese di accoglienza: possedere il modulo non basta, deve essere consegnato e registrato presso l’organismo locale per produrre i suoi effetti.
Cosa apre l’S1 una volta registrato localmente
Una volta registrato, il pensionato è iscritto al regime pubblico locale alle stesse condizioni di un assicurato di quel paese: accesso alle stesse strutture di cura pubbliche, alle stesse tariffe di presa a carico, senza nuovi contributi locali. È la Francia che continua a finanziare questa copertura, tramite un meccanismo di compensazione tra organismi, ma è proprio il regime del paese di accoglienza che si applica quotidianamente per i rimborsi.
Cosa il modulo S1 non copre mai
- Il rimpatrio sanitario, che rientra sempre in una garanzia di assistenza distinta, mai nel regime pubblico.
- I superamenti di tariffa praticati da professionisti fuori dal settore pubblico convenzionato locale, la cui ampiezza varia fortemente da un paese all’altro.
- Le cure ricevute nel settore privato locale quando funziona fuori dal regime pubblico a cui l’S1 dà accesso.
- I soggiorni in Francia: l’S1 organizza la copertura nel paese di accoglienza, non un ritorno in Francia, che rientra in un regime distinto.
I limiti pratici da anticipare
L’S1 funziona solo nel perimetro di coordinamento europeo — UE, SEE, Svizzera. Fuori da questa zona, questo meccanismo non esiste, e l’accesso alle cure dipende allora da una convenzione bilaterale o da un’assicurazione privata, come illustra la guida pensione all’estero.
Poiché l’S1 lascia sempre una quota a carico sui superamenti di tariffa e non copre mai il rimpatrio, una copertura complementare resta pertinente anche una volta registrato l’S1. Per un pensionato che non può o non desidera basarsi sull’S1, la CFE propone un’offerta pensata specificamente per questo profilo.
Stimi una copertura complementare adatta a un pensionato all’estero: Assicurazione pensione all’estero
Scritto da Expavy